giugno 30, 2013

Bellissimo ritratto di Antonio Meneghetti, morto a Faxinal do Soturno in Brasile a maggio 2013, scritto da Red Ronnie. ( http://www.redronnie.it/chi-era-antonio-meneghetti/ )

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Commenti su Antonio Meneghetti

ottobre 13, 2012

Un anonimo ha commentato così un pò di tempo fa:

Personalmente mi sono avvicinato qualche tempo fa all’ontopsicologia,seguendo un anno di terapia ma dopo un iniziale entusiasmo, mi sono trovato di fronte a diverse situazioni che non mi sono piaciute, come la “chiusura” verso l’esterno di questo ambiente: non è vero che è una setta, come tante persone dicono, ma purtroppo spesso le persone che appartengono a questo ambiente si comportano proprio come se lo fossero. Ho anche visto persone che superano l’adulazione per il prof. Meneghetti, ho sentito con le mie orecchie storie assurde tipo: “il prof quando passa davanti ad un computer lo fa spegnere” (ad una lezione è successo, semplicemente era entrato in standby ma molti credevano a quello), oppure “oggi a Lizori c’è il sole perchè c’è il professore, se lui vuole non piove” e altre del genere. Probabilmente sono le persone che girano in questo ambiente che lo rovinano. Non ho mai parlato di persona con Meneghetti, ma bisogna dire che è anche molto difficile visto che interviene soltanto in eventi accuratamente preparati e alle sue lezioni non sono ammesse domande o confronti. La cosa che più mi ha disturbato è proprio questa: pretendere di fare scienza senza un contraddittorio, senza rendere pubbliche le evidenze e i risultati e bollando come verità assolute tutte le teorie esposte dall’ontopsicologia. In questo ambiente nulla è disponobile, se vuoi qualche prova di quello che viene detto alle lezioni, devi andarlo a chiedere a lui o ad uno dei suoi terapeuti, pagando. Io in un anno di terapia sinceramente non mi sentivo migliorato, ma quando ho esposto questo mio problema sono stato subito definito come un “negativo”…

La mia risposta:

Caro lettore,
i quesiti che poni sono molto interessanti e danno l’occasione di chiarire un paio di punti…
Il primo l’hai individuato tu: non confondere uno strumento prezioso, come quello ontopsicologico, con l’utilizzo che possono farne certe persone interpretando l’Ontopsicologia a proprio modo. Mi spiego: proprio perché – come tu osservi – non si tratta di una setta, può accadere – come in un qualsiasi altro ambito – che ci siano delle persone che vivono le conoscenze avanzate messe a disposizione da questa scienza come se fossero degli “eletti” o dei consacrati votati alla causa…cioè, chi ha avuto modo di avvicinarsi ad un grande personaggio (pensiamo ad esempio alla sfera politica), sa che può esistere il rischio di “esagerare”, mistificando cose sulle quali non c’è nulla da mistificare, contornando in questi caso fatti di scienza e di tecnica con qualche suggestione di troppo. Si prende atto di questa realtà, ma chi è seriamente interessato a comprendere la portata delle scoperte ontopsicologiche riesce ad andare oltre questi particolarismi.
Mi dispiace “contraddirti” sull’assenza di contraddittorio, ma Antonio Meneghetti non ha mai rifiutato domande, in nessuna delle lezioni tenute! Al contrario, il punto è che i suoi inviti a fare domande restano quasi sempre inaccolti da parte del pubblico…e i numerosi interventi pubblici tenuti sono ancora un’evidenza che Meneghetti non si è mai sottratto al confronto con il pubblico, sia in occasione di trasmissioni televisive, radiofoniche, che di lezioni universitarie che erano assolutamente aperte a tutti! Spesso rifletto su questa cosa e, ti dirò, arrivo sempre alla stessa conclusione: la verità è che da una domanda si espone la propria intelligenza molto di più di quando si dà una risposta…
Arriviamo all’ultimo punto, che fa da filo conduttore a tutto quello scritto sopra e che tocca, nello specifico, il discorso del non aver notato miglioramenti nel corso della terapia. Questo punto si chiama libero arbitrio: nessuna metodica o tecnica, per quanto esatta, può agire senza la piena disponibilità dell’individuo a mettersi in gioco. Purtroppo a volte non ce ne rendiamo conto, ma l’andare anche regolarmente da un terapeuta, armati di tutto l’entusiasmo possibile, non è sufficiente per dire “sì”. Se davanti al più fine dei bisturi ci si sottrae all’intervento, in realtà non si ha mai neanche avuto modo di verificarne l’efficacia… se vuoi sapere di più sulla relazione fra volontà e metodo, puoi vedere questo post: la volontà individuale


La nascita della Rivista “Ontopsicologia”

ottobre 9, 2012

Nel 1983 nasce la rivista “Ontopsicologia – La causalità psichica nell’evento umano”. Il primo numero esce con un editoriale firmato da Marcello Bruognolo, in cui si delinea la finalità della rivista “Ontopsicologia” di fare luce sulle componenti inconsce degli esseri umani.

La rivista rivela nel corso degli anni l’impostazione multidisciplinare del metodo ontopsicologico che consente la lettura di diversi temi culturali e scientifici legati all’attualità.

Diviene anche uno strumento utile per segnare i passaggi più importanti dello sviluppo spaziale e temporale di questa nuova scienza.

Cinque anni più tardi la rivista cambierà nome ed editore. Si chiamerà “Nuova Ontopsicologia”, edita dalla Psicologica Editrice in sostituzione della disciolta Ontopsicologica Editrice.

L’ultimo numero (aprile 2010) contiene un interessante Dossier sull’OntoArte, che con molteplici esposizioni – tra cui la personale di A. Meneghetti a Via Manzoni a Milano, prorogata fino al 15 luglio 2010 – è l’indubbia protagonista del 2009/2010.


Antonio Meneghetti

ottobre 5, 2012

Antonio Meneghetti è una personalità globale che si è costruita in decenni di studio, lavoro ed innumerevoli esperienze pratiche. Dall’adolescenza alla fine degli anni ’60, vive e conosce dall’interno la Chiesa cattolica, in quanto allora ritiene che possa essere un mezzo per comprendere l’animo umano. Avendo questo obiettivo sente la necessità di indagare anche in quei settori che la Chiesa non esplicita. Perchè vede che anche in tanti ambiti, compreso il mondo del cosiddetto “parapsichico”, ci sono degli effetti attivi sulla vita delle persone. Di conseguenza non esclude a priori lo studio di questo settore, come invece fa il mondo scientifico, ma vuole capirne la causa. E’ necessario a questo punto la formazione di un suo proprio percorso di studio e di esperienze pratiche in tutto il mondo, che Meneghetti intraprende a proprie spese. Questo diventerà anni dopo un caposaldo della pedagogia ontopsicologica.


La prima Summer Session of Ontopsychology

ottobre 5, 2012

Nel 1988, dal 18 al 28 luglio, si svolge in Umbria (Lizori) la prima Summer Session of Ontopsychology, organizzata dall’A.I.O. in collaborazione con l’Università di Santa Cruz (California), che ha per oggetto lo studio psicologico dei processi creativi e dei luoghi creativi. I docenti sono Antonio Meneghetti, F. Barron (docente di psicologia all’Università di Santa Cruz di California, direttore del Barron Centre di creatività applicata), Isabel Conti (docente di psicologia al St. Mary’s College, USA), A. Matiuškijn (Presidente dell’Associazione Psicologi dell’URSS, Direttore dell’Istituto Psicopedagogico dell’Accademia delle Scienze dell’URSS). Le conferenze di Antonio Meneghetti sono successivamente state raccolte nel volume “Seminario sulla creatività” (1989) attualmente ripubblicato nel libro “ OntoArte . L’In Sé dell’Arte”.


Ontopsicologia: sparito il plagio, si ricorre alla setta! Povero Antonio Meneghetti…lo hanno fatto diventare un guru

ottobre 4, 2012

Cancellato dal nostro codice penale il reato di plagio (sulla scorta dell’abuso giudiziario che se ne fece, portato all’estremo di vere e proprie persecuzioni nei confronti del “dissidente” in quanto tale; anche escludendo l’accusa di esoterismo o ispirazione satanica, per delegittimare qualcuno adesso si ricorre nientemeno che al concetto di “setta alla luce del sole”: nuova categoria, alquanto fantasiosa (non per niente, si parte da una contraddizione in termini) alla quale andrebbero iscritte d’ufficio tutte le scuole di pensiero che – ancorché aperte al confronto con la società civile e le pubbliche istituzioni, pronte a farsi prendere le misure dalla comunità scientifica e accademica – non sarebbero del tutto omologate alle “caste” correnti. Ontopsicologia e guru Antonio Meneghetti – una setta alla luce del sole: roba da matti….


In Sé ontico

ottobre 3, 2012

Riguardo alla malattia Antonio Meneghetti sapeva che dietro il sintomo c’è un’intelligenza che progetta, perché nessuna malattia può sussistere senza l’aiuto della vita: c’è un elemento vitale che vuole quella realtà. Era necessario, quindi, trovare la causa per la quale la vita sosteneva quella malattia. Iniziando la cura dell’essere umano, ponendosi in ascolto totale del cliente che aveva di fronte (utilizzando, quindi, la lettura del campo semantico) al fine di cercare un principio curativo, un antidoto, il criterio che potesse dare la direzione della vita, Antonio Meneghetti scoprì che nel background dell’inconscio esisteva un principio, un criterio vivente e trascendente. “Trascendente” nel senso che stava in quel soggetto ma contemporaneamente non vi stava. Questo principio era operativo della fenomenologia e del risultato operativo della persona, per cui un soggetto era nevrotico o fallimentare perché si contrapponeva a proprietà specifiche del criterio elementare, mentre da tutto ciò che era conforme ad esso, il soggetto prendeva vita, stava bene, era soddisfatto, ed era tale criterio che faceva essere o non essere, essere malati o sani, riusciti o frustrati, etc.

Questo criterio – il quale era osservabile, leggibile – si estrinsecava, parlava, e seguendone le indicazioni – anche se contraddicevano il fascio degli stereotipi, andavano contro le regole morali, etc. – portava sempre a risultati precisi: salute, benessere, riuscita. Se veniva dimenticato, contraddetto o alterato, c’era sempre la malattia, il disordine, la confusione, etc. Quindi Meneghetti ha usato questo criterio osservandolo, leggendolo e decodificandolo con tutte le arti e gli studi che aveva alle spalle. Non vi è arrivato per caso, possedeva molti strumenti per leggerlo: aveva lo strumento dell’alchimia, della mistica, della razionalità, della matematica, dell’evidenza, della fisica e di tante altre cose. La fortuna è stata quella che, nell’analisi del processo che avveniva, Antonio Meneghetti aveva un formazione superiore a quella che potevano avere Jung, Freud, Tommaso d’Aquino, etc.

Aveva più strumenti che gli consentivano un’analisi più completa. Per anni, quindi, Meneghetti ha curato, e quando lo si lasciava fare c’era sempre il risultato positivo. La scoperta dell’In Sé ontico, quindi, è basata sulla ripetizione senza eccezione in cui lo scopo ratifica l’ipotesi. È il risultato di una ricerca convenuta nell’identità di premessa e di risultato. Dopo sei/sette anni di cura, Meneghetti vide che quel criterio che agiva dentro l’ordine di salute dell’uomo era uguale a quello che regolava le cose del mondo, dell’albero, della natura globale; era uguale a ciò che dicevano alcuni fondatori di religione, e aveva lo stesso linguaggio. E allora scoprì che quel criterio che era ordine per l’uomo in senso fisico, biologico, strutturale, era l’identico che regolava l’ordine universale delle cose. Questo principio si diversificava nel modo di applicazione, ma in sé era sempre la stessa cosa. Inoltre in ogni individuo si registrava secondo i potenziali e gli strumenti che il soggetto aveva, per cui se il soggetto era un artista, si sarebbe rivelato come artista superiore; se era un orologiaio, avrebbe creato gli orologi più belli del mondo, etc. Era come il seme, che varia secondo l’accidentalità del proprio accadimento storico (sabbia, pietra, becco di un uccello, terreno, etc.).